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Questo libro nasce dai gruppi di mutuo aiuto cui ho partecipato, in Genitori si diventa, da volontaria. Per me si è trattato di un’esperienza di vita che continua ancora. In questi mesi sto seguendo un gruppo di famiglie neo-formate (ci sono genitori con figli di pochi mesi e con figli preadolescenti, l’età in questo gruppo non conta).
Perché mi sono trovata a scrivere questo libro? I motivi sono tanti, alcuni risiedono in negli estratti che seguono.

L’adozione è una risorsa per l’infanzia perché è realizzata nella carne e nel sangue, è una scommessa quotidiana, una messa in campo costante. Bambini che finalmente possono appropriarsi di genitori tutti per loro, che per loro rideranno e che per loro piangeranno, che di loro andranno fieri e di loro si preoccuperanno. Questa è l’adozione e per questo è anche tanto faticosa e complicata. Perché è per i bambini che la si mette in atto.

Spesso si tende a sottovalutare la necessità e l’opportunità di mettersi in contatto con il proprio dolore personale, prima dell’arrivo del bambino. Mettere a fuoco le proprie paure e debolezze, come anche quelle del partner, è invece un grande aiuto quando si deve conoscere, toccare e accogliere le paure e debolezze del nuovo arrivato e soprattutto scoprire in tutto questo la possibilità di una risorsa. Essere concentrati sui bisogni dei figli appena incontrati significa sapere evitare una carezza, se una carezza fa male, comprendere che i comportamenti hanno bisogno di essere decrittati, visti come frutto di una storia che parte da lontano e anche della capacità dei bambini di resistere e fare fronte a quanto hanno vissuto.

Bambini che non hanno potuto controllare nulla nel loro passato cercano di avere un controllo totale del loro mondo presente. Possono essere sopraffatti dal senso di vergogna (come se quanto accaduto loro fosse loro colpa), così paurosi di essere lasciati soli nuovamente da sembrare volere allontanare bruscamente tutti loro per primi. La fiducia negli altri, la certezza di una possibilità di protezione, sono state aggredite e frantumate e la paura, l’ansia e la rabbia invadono sovente la scena. Comprendere che questi fattori possono affiorare nelle relazioni quotidiane, ma soprattutto comprendere quanto importante sia il clima che si crea nella famiglia formatasi e la centralità delle relazioni del presente, quelle quotidiane, è una risorsa cruciale. Sono queste le relazioni che possono trasformare.

Si desidera imparare la “cosa giusta”, è la tentazione onnipresente prima di adottare, ma “la cosa giusta” non esiste. Ci sono luoghi dove è giusto confrontarsi per apprendere, per capire, per informarsi e ci sono luoghi dove è importante imparare a “stare” per avere consapevolezza dopo che lo si può fare, si può “stare” con le urgenze, le contraddizioni e le necessità dei figli, si può “stare” anche nelle tempeste.

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