6 Settembre 2026• byAnna Guerrieri
Nel mio contributo pubblicato su Genitori si diventa provo a mettere a fuoco un punto che considero centrale: l’adozione è profondamente cambiata e le politiche devono essere capaci di leggere questo cambiamento.
Sono cambiati i bambini e i ragazzi che arrivano all’adozione, l’età all’ingresso in famiglia, la complessità delle loro storie e dei loro bisogni. Sono cambiate anche le forme dell’adozione e le persone che possono rendersi disponibili ad adottare.
Ma molte delle nostre politiche familiari continuano a essere costruite assumendo come riferimento una genitorialità che comincia con la nascita. Per le famiglie adottive, invece, l’età anagrafica del figlio e il tempo della famiglia non coincidono.
Da qui la necessità di ripensare congedi, sostegni, servizi, salute, scuola e procedure amministrative, riconoscendo anche per l’adozione l’importanza dei primi mille giorni dall’ingresso in famiglia.
E c’è un altro elemento essenziale: il ruolo delle associazioni familiari, capaci di trasformare l’esperienza concreta delle famiglie in conoscenza, proposte e confronto con le istituzioni.
L’adozione è cambiata. Ora devono cambiare le politiche.